Aggiornamento 20-dic-2017

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Con la creazione di questo spazio virtuale di informazione e di discussione, il Comitato Scientifico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile intende innanzitutto riflettere e rendere accessibili anche in Italia i principali elementi che caratterizzano il dibattito sullo sviluppo sostenibile a livello internazionale. Al tempo stesso vuole fornire agli esperti della Fondazione, e a tutti coloro che vorranno contribuire, una occasione di approfondimento e di scambio intorno al processo della creazione di un pensiero collettivo sullo sviluppo sostenibile in Italia. Le tematiche che verranno sviluppate sono in continua evoluzione. La nostra riflessione si concentrerà sulla transizione in atto che sta cambiando rapidamente ed irreversibilmente paradigmi, teorie e scenari.  La pagina fornirà i principali dati sulla transizione e metterà a disposizione tutti i possibili link con le numerose pagine ed i siti nei quali si lavora allo stesso obiettivo. L'attività progettuale e le iniziative della Fondazione, presentate nel sito web della Fondazione, saranno ulteriormente illustrate ed approfondite  con particolare attenzione agli aspetti metodologici ed ai dati prodotti nei nostri lavori.

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Lo sviluppo sostenibile in Italia e nel mondo

 

 

CLIMA    12 Dicembre 2017: Il Presidente francese Macron presiede l'One Planet Summit alla Seine Musicale a Parigi

Si è aperto ieri a Parigi il One Planet Summit, il vertice informale sul finanziamento di progetti a favore del clima voluto dal presidente francese Emmanuel Macron. Un evento che arriva a due anni esatti dalla Conferenza Internazionale di Parigi, la COP21. L’obiettivo  è quello di trovare azioni concrete per il raggiungimento degli obiettivi sul clima che sono stati fissati  24 mesi fa nella capitale francese.  La giornata  si è aperta con 4 tavole rotonde rispettivamente su finanziamenti pubblici, privati, accelerazione delle iniziative locali e regionali, rafforzamento delle politiche pubbliche per la transizione ecologica. Nel pomeriggio gli incontri ad alto livello tra i leader. Assente non invitato, ma presente nelle preoccupazioni di tutti, il Presidente americano Trump.

Difendere l'eredità dell'accordo di Parigi con l'One Planet Summit è un importante progetto politico per Macron, che ha ricordato ai delegati che due anni dopo l'Accordo sul clima di Parigi, il mondo è in rotta per oltre 3 °C di riscaldamento, ben lontani dal mantenere l'aumento della temperatura "ben al di sotto dei 2 °C con alcuni piccoli stati insulari a rischio di essere cancellati dalla mappa. Dice Macron: "Non siamo qui per parole ma per fatti perché siamo di fronte a una emergenza in corso".

Nel settore privato, 225 investitori hanno lanciato la Climate Action 100+, una campagna per portare i 100 maggiori inquinatori del clima nel mondo in linea con gli obiettivi di Parigi. I risultati del Summit sono in prima istanza i seguenti:

Carbon neutrality: 14 paesi tra cui Germania, Etiopia e
Costa Rica hanno promesso di sviluppare piani per tagliare o compensare interamente le loro emissioni entro il 2050.

Carbone: un'alleanza guidata dal Regno Unito e dal Canada per eliminare gradualmente il carbone ha annunciato nuovi membri tra cui Svezia, California ed EDF, portando il totale a 26 paesi, Italia compresa, 8 governi subnazionali e 24 aziende.


Trasporti marittimi: 35 paesi tra cui Canada, Francia e Isole Marshall, che hanno il secondo più grande registro di bandiera del mondo, hanno chiesto all'IMO, la Organizzazione marittima internazionale, di ridurre le emissioni in linea con l'accordo di Parigi.

Resilienza: i leader dei Caraibi, in collaborazione con le banche di sviluppo, hanno reso pubblico un piano di investimenti da  8 miliardi di dollari per ricostruire la loro regione devastata dagli uragani.

Carbon pricing: dodici paesi e regioni americane tra cui Colombia, Costa Rica e Cile si sono impegnati a mettere un prezzo al carbonio e sviluppare legami tra i loro schemi di scambio delle emissioni.

Sfortunatamente, al di là della grande prova di unità e di intenzioni nessuno si è ancora fatto avanti per colmare il divario di 2 miliardi di dollari per il Green Climate Fund aperto da Trump che non darà il contributo degli Stati Uniti. E resta poca chiarezza sul percorso verso i 100 miliardi di $ di finanziamenti annuali per il clima che il mondo sviluppato ha promesso di mobilitare entro il 2020.

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SVILUPPO SOSTENIBILE     21 Novembre: Eurostat pubblica il Rapporto 2017 sugli indicatori dell'Agenda 2030

 

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono da sempre al centro della politica europea, fermamente ancorati ai trattati europei e integrati in progetti chiave, politiche settoriali e iniziative. L'Agenda 2030 e i suoi 17 Obiettivi (SDG) e 169 target, adottati dalle Nazioni Unite  nel settembre 2015, hanno dato un nuovo impulso agli sforzi globali per lo sviluppo sostenibile. L'UE è impegnata a giocare un ruolo attivo per massimizzare i progressi verso gli SDG, come delineato nella sua comunicazione "Il futuro sostenibile dell'Europa: prossime tappe. L'azione europea a favore della sostenibilità". La comunicazione prevede un monitoraggio regolare dei progressi verso gli SDG in un contesto UE. Questo Rapporto (in figura) è il primo di questi esercizi di monitoraggio regolari.

Si basa sul set di indicatori SDG  sviluppato allo scopo di monitorare i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile in un contesto UE e adottato a Maggio 2017 (cfr. pagina 361). Lo scopo di questa pubblicazione non  è solamente valutare i progressi verso i 169  obiettivi dell'Agenda 2030. Gli indicatori sviluppati da Eurostat sono piuttosto in stretto collegamento con la sopra menzionata Comunicazione della Commissione e documento di accompagnamento "Key European action supporting the 2030 Agenda and the Sustainable Development Goals".

Il set di indicatori Eurostat comprende 100 indicatori strutturato secondo i 17 SDG. Ogni obiettivo ha sei indicatori principali  attribuiti ad esso, ad eccezione degli obiettivi 14 e 17 che ne hanno solo cinque. Quarantuno su 100 indicatori sono multiuso, cioè sono in grado di monitorare più di un SDG. Il set sarà aperto a revisioni regolari in linea con i futuri sviluppi e prenderà in considerazione nuovi indicatori man mano che diventeranno disponibili con nuove metodologie, tecnologie e fonti di dati.

Questo Rapporto fornisce una prima statistica panoramica delle tendenze relative agli SDG nell'UE negli ultimi cinque anni, basato sui 100 indicatori scelti. Ogni volta che la disponibilità dei dati lo consente, analisi più dettagliate  esaminano anche le tendenze rispetto agli ultimi 15 anni, a lungo termine. Gli andamenti degli indicatori sono descritti in base a una serie di regole quantitative specifiche. Per gli indicatori per i quali esistono obiettivi politici dell'UE, il Rapporto si riferisce a questi obiettivi. Questo vale per 16 dei 100 indicatori, principalmente nelle aree di clima, consumo di energia, istruzione, povertà e occupazione. Tutti gli altri indicatori vengono analizzati quantificando la direzione e la velocità del cambiamento. (> scarica il Rapporto) (> vai alla pagina dell'Agenda 2030)

 

 

CLIMA     6-17 Novembre 2017: A Bonn sotto la presidenza delle isole Fiji si è svolta la COP 23

Le Conferenze della Parti sono sempre gestite da una nazione designata e per la prima volta questa sarà una delle piccole isole che sono più a rischio  per l'aumento del livello del mare e le tempeste estreme che i cambiamenti climatici stanno portando. Il primo ministro delle Fiji, Frank Bainimarama (in figura), è il presidente della COP, anche se il vertice si svolge in Germania per motivi pratici. Le Fiji hanno subito danni superiori a 1 miliardo di dollari dopo che il ciclone Winston le ha colpite nel 2016.

La scena a Bonn è dominata dal comportamento degli Stati Uniti, la seconda più grande inquinatrice del mondo e la nazione più ricca. Quando nel mese di giugno il presidente Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti  dall'Accordo che entrerà in vigore nel 2020 un'ondata di consenso senza pari si è sollevata nel mondo. A Bonn gli Stati Uniti sembrano molto isolati: perfino il Nicaragua e la Siria, ancora dentro la guerra, hanno ratificato l'Accordo di Parigi. La promozione del americana del carbone e del gas come soluzioni climatiche non ha ovviamente convinto. Dall'africa si chiede l'estromissione degli US. Il Presidente francese Macron non inviterà Trump alla festa di celebrazione dell'Accordo a Parigi. In ogni caso, molti Stati, città e imprese statunitensi si sono impegnati a onorare l'Accordo di Parigi e avranno un alto profilo a Bonn. L'ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha dichiarato che pagherà i costi di amministrazione di UNFCCC per 15 milioni se il governo degli Stati Uniti non lo farà. > leggi tutto

SVILUPPO SOSTENIBILE     13 Novembre: Secondo appello della comunità scientifica mondiale per la sopravvivenza del pianeta. Il primo, con 1700 firmatari, fu lanciato nel 1992

Venticinque anni dopo il primo, un secondo appello per la salvezza del pianeta viene lanciato da 15.000 ricercatori scientifici di 184 Paesi. Lo pubblica la rivista Bioscience col titolo "World Scientists’ Warning to Humanity: A Second Notice". La lista dei sottoscrittori è pubblicata in calce all'articolo. L'articolo riporta 13 raccomandazioni per un possibile futuro sostenibile, tutte di estrema gravità e perciò elencate senza che sia data loro alcuna priorità.

Meglio di ogni altro commento vale la considerazione della figura qui riportata. Essa mostra che solo uno dei processi di degrado in atto identificate nell'avvertimento degli scienziati del 1992 è stato contrastato con successo, l'ozono stratosferico (pannello a). Nel pannello (c), le catture marittime sono diminuite dalla metà dagli anni '90, ma allo stesso tempo si sta sviluppando lo sforzo di pesca. L'indice di abbondanza dei vertebrati nel pannello (f) mostra che i vertebrati sono diminuiti del 58%, mentre le popolazioni di acqua dolce, marina e terrestre sono diminuite rispettivamente di 81, 36 e 35% . Le anomalie termiche sono rappresentate con medie mobili di cinque anni nel pannello (h). Nel pannello (i), i ruminanti sono costituiti da bovini domestici, ovini, caprini e bufali.  La variazione percentuale, a partire dal 1992, per le variabili in ciascun pannello è la seguente: (a) -68,1%; (b) -26,1%; c) -6,4%; (d) + 75,3%; (e) -2,8%; (f) -28,9%; (g) + 62,1%; (h) + 167,6%; e (i) umani: + 35,5%, ruminanti: + 20,5%.

La conclusione dell'appello spinge all'ottimismo: "Working together while respecting the diversity of people and opinions and the need for social justice around the world, we can make great progress for the sake of humanity and the planet on which we depend".

 

 

ENERGIA     10 Novembre 2017: Approvata per decreto la nuova Strategia Energetica Nazionale

Con D.M. dei Ministri Calenda (Sviluppo Economico, in figura) e Galletti (Ambiente) è stata adottata la Strategia Energetica Nazionale 2017, il piano decennale per la riforma del sistema energetico. La SEN 2017 è il risultato di un processo durato un anno con due audizioni parlamentari e una consultazione pubblica di tre mesi, con la partecipazione di 250 tra associazioni, imprese, organismi pubblici, cittadini e esponenti del mondo universitario. Fra i target quantitativi previsti dalla SEN 2017 segnaliamo:

- efficienza energetica: riduzione dei consumi finali da 118 a 108 Mtep con un risparmio di circa 10 Mtep al 2030.

- fonti rinnovabili: 28% di rinnovabili sui consumi complessivi al 2030 rispetto al 17,5% del 2015;  in termini settoriali, l’obiettivo si articola in una quota di rinnovabili sul consumo elettrico del 55% al 2030 rispetto al 33,5% del 2015; in una quota di rinnovabili sugli usi termici del 30% al 2030 rispetto al 19,2% del 2015; in una quota di rinnovabili nei trasporti del 21% al 2030 rispetto al 6,4% del 2015.

- cessazione della produzione di energia elettrica da carbone con un "obiettivo di accelerazione" al 2025.

- evoluzione verso le bioraffinerie e un uso crescente di biocarburanti sostenibili e del GNL nei trasporti pesanti e marittimi.

- decarbonizzazione al 2050: rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050.

- raddoppiare gli investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico da 222 Milioni nel 2013 a 444 Milioni nel 2021.

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Green economy     7-8 Novembre 2017: Gli Stati generali della Green economy a Rimini Ecomondo

Comitato Scientifico della

Fondazione per lo Sviluppo sostenibile

 

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Coordinatore: Toni Federico (email:federico@susdef.it)

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